La manutenzione di una cima d’ormeggio in poliestere non richiede prodotti particolari, ma un metodo: controllarla prima e dopo ogni uso, impedire che sfreghi contro superfici dure, lavarla e asciugarla correttamente, e sostituirla appena compaiono danni riconoscibili. Il rischio principale è che la cima perda resistenza senza mostrare segni evidenti, quindi l’aspetto esteriore non deve mai essere l’unico criterio di giudizio.

Perché il poliestere è adatto agli ormeggi?

Il poliestere resta morbido al tatto e si allunga molto meno del poliammide, che nel confronto della rivista può allungarsi fino a tre volte di più. Un allungamento contenuto è utile in banchina perché trasmette meno strappi improvvisi a bitte e gallocce, ma significa anche che la cima assorbe poco le sollecitazioni: per questo gli ammortizzatori, trattati più avanti, restano importanti.

La stessa fonte precisa che la resistenza all’abrasione dei due materiali è praticamente equivalente. La scelta della fibra, quindi, non garantisce da sola una lunga durata: conta soprattutto come la cima viene usata e protetta. Il poliammide, inoltre, assorbe acqua e con il tempo può irrigidirsi, mentre il poliestere non presenta questo problema in modo analogo.

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Perché il poliestere è adatto agli ormeggi?

Come controllare lo stato di una cima?

L’ispezione visiva è necessaria ma non sufficiente. Nella prova pubblicata dalla rivista YACHT, alcune cime apparivano quasi intatte pur avendo perso gran parte della loro resistenza, mentre una cima visibilmente usurata ne aveva persa meno. Chi valuta a occhio rischia quindi di sopravvalutare una cima ancora in uso.

Un controllo utile prevede di far scorrere la cima tra le mani su tutta la sua lunghezza e di cercare fili rotti o allentati, trefoli schiacciati, zone lucide o appiattite (segno di sfregamento), tratti irrigiditi, sfilacciature nel punto in cui la cima tocca la galloccia e giunzioni o terminali che si muovono. Vanno controllate con attenzione anche le zone nascoste da parabordi o da altre cime, perché sono spesso quelle più sollecitate.

Il controllo va ripetuto dopo ogni uso intenso, dopo una mareggiata o un passaggio di altre barche molto ravvicinato, e periodicamente durante la stagione. La rivista non indica un intervallo fisso: la frequenza dipende da esposizione, uso e stato della banchina.

Perché l’abrasione è il nemico principale?

L’abrasione è la causa più insidiosa di perdita di resistenza, perché avviene gradualmente e spesso dall’interno del cavo. Una cima sfrega contro il bordo della banchina, il calcestruzzo, il ferro, lo spigolo di uno scafo o un’altra cima. Ogni contatto ripetuto asporta fibre e riduce la sezione portante.

Nel test della rivista, le cime sono state sottoposte a uno sfregamento riprodotto nelle stesse condizioni e poi tese in una macchina di trazione per misurare il carico di rottura residuo. Le perdite sono state pari a circa il 60% per una delle cime, a circa il 55% per un’altra e a circa il 44% per la terza, che è risultata la meno penalizzata. Nessuna delle cime, quindi, ha conservato il valore originale dopo lo sfregamento. Il messaggio pratico è chiaro: anche una cima con una perdita minore non è sicura quando è consumata.

Come proteggere le cime dallo sfregamento?

Ovunque la cima passi su una superficie ruvida, tagliente o dura, va interposta una protezione. La rivista indica come soluzioni efficaci le guaine in PVC, i tubi in PVC e i tubi in poliuretano a spirale. Una copertura in telo fissata attorno alla galloccia, chiusa con strappo e foderata in gomma per non scivolare, è un’alternativa che protegge il punto più critico.

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La protezione va scelta in base al punto da proteggere. Un tubo in PVC economico, come quello reperibile in ferramenta, deve essere fissato con fascette in modo che non scorra, altrimenti lascia scoperto proprio il tratto che sfrega. Va controllata anche la protezione stessa: se si consuma o si sposta, va sostituita.

Quando due cime passano nella stessa galloccia, le fonti indicano di farle non toccare, se possibile, e in ogni caso di separarle con una protezione antisfregamento interposta. È una regola semplice che evita il contatto diretto tra due cordami in movimento.

Come lavare e conservare una cima in poliestere?

Non ho trovato una scheda di manutenzione ufficiale del fabbricante con indicazioni verificate su temperature o detergenti. Le pratiche seguenti sono quindi prudenti e generali: vanno confrontate con la documentazione della cima che si possiede, perché trattamenti e costruzione cambiano da prodotto a prodotto.

Dopo ogni uscita in mare conviene risciacquare la cima con acqua dolce per togliere sale, sabbia e incrostazioni, che durante l’uso agiscono come un abrasivo interno. Il lavaggio a mano con acqua dolce e un detergente neutro è preferibile. Il candeggina va evitata, e l’idropulitrice ad alta pressione, usata senza esperienza, può danneggiare il rivestimento e le fibre.

L’asciugatura deve avvenire all’ombra, con la cima stesa in matasse sciolte, lontano da fonti di calore e da vapori chimici. Dopo l’asciugatura la cima va conservata in un luogo asciutto e ventilato, anch’esso lontano dal calore diretto. Anche per il rimessaggio invernale conviene riporre le cime sciolte e controllate, evitando di lasciarle piegate in pieghe strette.

Come lavare e conservare una cima in poliestere?

Quando sostituire una cima d’ormeggio?

La cima va sostituita quando compaiono danni riconoscibili, a prescindere dall’aspetto complessivo. La rivista sottolinea che lo stato di una cima danneggiata non può essere valutato in modo affidabile con un’ispezione visiva, quindi il dubbio ragionevole deve portare alla sostituzione. Anche un irrigidimento marcato, dovuto all’invecchiamento o all’assorbimento d’acqua, è un segnale per cambiarla.

Non esiste un’età fissa verificata oltre la quale la cima vada cambiata: la durata dipende dall’uso, dall’esposizione e dalle protezioni. Va quindi pianificata la sostituzione in base ai controlli, e non in base al calendario.

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Le riparazioni di fortuna, come nastri o cuciture improvvisate, non ripristinano la resistenza originale e non sono una soluzione per l’ormeggio. In questi casi la cima va sostituita.

Come prepararsi a una tempesta in porto?

Prima di un maltempo le cime d’ormeggio vanno controllate una per una, cercando difetti e segni di affaticamento, e verificando che ogni punto di sfregamento sia protetto. Le cime sulla stessa galloccia vanno separate, come descritto sopra, e va verificato che nessuna cima lavori su spigoli vivi.

Le sollecitazioni in porto arrivano in picchi: raffiche, onde e il passaggio di altre barche possono generare tensioni improvvise. Gli ammortizzatori servono a ridurre questi picchi su cime e attrezzature, e non a rendere più comodo l’ormeggio. La rivista indica che ne servono tre o quattro per ogni cima.

Vecchie drizze, scotte o altre manovre non devono mai essere usate come cime d’ormeggio, perché sono costruite per allungarsi il meno possibile. Un uso improprio di questo tipo aumenta il rischio di rottura proprio nelle condizioni in cui l’ormeggio deve reggere di più.

Quali errori evitare?

Il primo errore è fidarsi solo dell’aspetto: come visto, una cima può apparire integra e avere perso gran parte della sua resistenza. Il secondo è tenere in servizio una cima per anni senza controlli, perché l’uso quotidiano non rende visibile l’usura interna.

Il terzo errore è lasciare un punto di sfregamento senza protezione o con una protezione che si sposta, perché la cima lavora proprio dove è meno visibile. Il quarto è far passare due cime nella stessa galloccia senza separarle. Il quinto è riparare in modo improvvisato una cima danneggiata e riutilizzarla come se fosse nuova.

Infine, è un errore ignorare l’aumento di rigidità o di sfilacciature dopo un periodo di uso intenso: sono segnali di usura che vanno presi sul serio prima che la cima ceda sotto carico.

Domande frequenti

Si può riparare una cima in poliestere danneggiata?

Una riparazione di fortuna non ripristina il carico di rottura originale. In presenza di danni riconoscibili la soluzione sicura è la sostituzione della cima.

Una cima d’ormeggio in poliestere può servire come cima di rimorchio?

Le indicazioni disponibili riguardano l’uso come cima d’ormeggio. Per il traino o altri impieghi bisogna consultare la documentazione del fabbricante, che indica carico di lavoro e limiti d’uso.

Quanto dura una cima d’ormeggio in poliestere?

Non esiste una durata fissa verificata. Conta lo stato della cima, che dipende da uso, esposizione e protezioni, più che l’età.

Come riconoscere il materiale di una cima già in uso?

Bisogna consultare l’etichetta del fabbricante o la documentazione d’acquisto. Se l’origine è sconosciuta e la cima mostra dubbi sulla resistenza, è prudente sostituirla.

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