Quando la cabina di pilotaggio si allaga, il tempo utile per agire è spesso più breve di quanto sembri: l’acqua può entrare da un passascafo lasciato aperto, da un portello o da un oblò non stagni, oppure dal pozzetto se gli scarichi non bastano. Il primo gesto è proteggere le persone con i giubbotti e lanciare l’allarme; il secondo è individuare e chiudere la via d’ingresso; il terzo è far lavorare tutte le pompe. Non si rientra nel locale allagato finché la fonte non è chiusa e la stabilità non è stata verificata.

Come entra l’acqua in una cabina di pilotaggio chiusa?

Le vie d’ingresso sono quattro. La prima sono i passascafi, cioè i punti in cui un tubo attraversa lo scafo: presa a mare del motore o del generatore, scarichi del lavabo, della doccia e delle pompe di sentina. Quando un tubo si stacca, una fascetta cede o una valvola resta aperta, l’acqua entra senza rumore e senza essere vista, perché il livello sale nella sentina prima che il pavimento della cabina mostri qualcosa.

La seconda via sono portelli, boccaporti e oblò. Sono a tenuta solo se le guarnizioni sono integre e le chiusure serrate: una guarnizione indurita dal sole o un oblò lasciato socchiuso bastano a far entrare acqua con il mare formato. La terza è il pozzetto: l’acqua imbarcata in poppa passa sotto coperta attraverso i passaggi che lo collegano alla cabina, e lo fa se quei passaggi non sono stagni. La quarta è lo scafo stesso, in caso di avaria per urto o falla nel fasciame. Questa situazione richiede una risposta diversa e non si risolve con le sole pompe.

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Come entra l'acqua in una cabina di pilotaggio chiusa?

Perché il peso a poppa fa allagare il pozzetto?

Il progettista Mike Waters spiega che un pozzetto scarica con la stessa velocità quando il battente è misurato dalla superficie dell’acqua. Il fondo si allaga solo se peso, assetto o sbandamento lo portano sotto la linea di galleggiamento. Spostare peso a poppa è quindi la causa più frequente: immerge gli scarichi e l’acqua, invece di uscire, si accumula.

A bordo significa tre cose. Stivate i pesi pesanti, come batterie, taniche e attrezzatura, il più possibile bassi e al centro o a prua. Durante il mare formato non concentrate tutto l’equipaggio a poppa. Controllate l’assetto prima della partenza, non soltanto al momento dell’imbarco.

Cosa stabilisce la norma sul pozzetto a scarico rapido?

La norma europea EN ISO 11812, identica alla ISO 11812, fissa i requisiti per designare pozzetti e incassi come stagni (watertight) o a scarico rapido (quick-draining) su imbarcazioni da diporto con scafo fino a 24 m. Non stabilisce dimensioni né forma del pozzetto e considera solo lo scarico per gravità, non quello con pompe.

Il termine generico self-draining, autoscaricante, non specifica né una velocità di scarico né un’altezza del fondo: un pozzetto così definito può scaricare in certe condizioni, ma non c’è garanzia. Per sapere quale classificazione è stata dichiarata per la vostra barca, chiedete al fabbricante o al cantiere la documentazione tecnica.

Quali altezze e scarichi controllare nel pozzetto?

Le indicazioni di Waters sono criteri di progetto e non regole di legge. Il fondo del pozzetto dovrebbe stare circa 5 cm sopra la linea di galleggiamento a pieno carico, e circa 7,6 cm (3 pollici) nella parte prodiera. Nella zona di poppa, dove gli scarichi hanno flap, bastano circa 1,3 cm (½ pollice).

Gli scarichi devono essere ampi e dotati di deflettori che favoriscono l’uscita dell’acqua. I flap di poppa hanno guarnizioni morbide e sono tenuti chiusi da un cordino elastico: devono aprirsi liberamente a mano, perché serve poterli sbloccare quando il mare ha riempito il pozzetto. Se la vostra barca non riporta queste altezze, chiedete al fabbricante l’altezza del fondo e la portata degli scarichi prima di giudicare il pozzetto.

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Cosa prevede la normativa italiana sulle pompe di sentina?

Le dotazioni di sicurezza delle unità da diporto sono regolate dal D.M. 29 luglio 2008 n. 146, modificato dal D.M. 17 settembre 2024 n. 133, in vigore dal 21/10/2024. L’Allegato V, sezione A, include tra le dotazioni la pompa o altro attrezzo di esaurimento della sentina. Quantità e obblighi variano secondo la categoria di navigazione e la distanza dalla costa: il testo ufficiale pubblicato in Gazzetta Ufficiale resta la fonte da consultare, perché le tabelle riprodotte sui siti tecnici sono difficili da leggere.

Gli articoli 52 e 69 rinviano alle raccomandazioni del fabbricante per le dotazioni di sicurezza. La circolare MIT prot. n. 1078 del 17/01/2025 chiarisce che il diportista deve acquisire tali raccomandazioni, conservarle a bordo e sostituire le dotazioni scadute o da rinnovare per vetustà. Per pompe manuali ed elettriche, la data di produzione stampigliata sul prodotto e il manuale del fabbricante sono quindi il riferimento per controlli e rinnovi.

Cosa prevede la normativa italiana sulle pompe di sentina?

Cosa fare subito se la cabina di pilotaggio si allaga?

  1. Fate indossare i giubbotti di salvataggio a tutto l’equipaggio e portate le persone nella zona più alta e stabile dell’imbarcazione.
  2. Se la situazione non è sotto controllo, lanciate una richiesta di soccorso sul canale 16 della VHF oppure chiamate il 112.
  3. Individuate la via d’ingresso: controllate i passascafi del locale motore e della cabina, i tubi e le fascette, i portelli e gli oblò. Chiudete la valvola del tubo interessato. Se non riuscite a identificarlo in fretta, non perdete tempo a cercarlo mentre l’acqua sale: passate alle pompe.
  4. Avviate tutte le pompe disponibili, elettriche e manuali. Usate secchi e recipienti se la pompa non basta.
  5. Fate attenzione all’elettricità. Se l’acqua raggiunge il quadro, le batterie o le apparecchiature, disinserite il circuito solo se potete farlo senza entrare in acqua o toccare parti sommerse. Non avviate il motore se il vano motore è allagato.
  6. Distribuite le persone e i pesi in modo da non aumentare la sbandata: non spostate tutto l’equipaggio dallo stesso lato.

Non rientrate da soli nella cabina allagata e non entrate in acqua per riparare un passascafo senza giubbotto e senza un compagno a bordo. Se avete dubbi sulla stabilità o sullo stato dello scafo, seguite le istruzioni della Guardia Costiera via radio. Se l’acqua entra più in fretta di quanto le pompe riescano a rimuoverla e la situazione peggiora, preparatevi all’abbandono usando i mezzi di salvataggio, sempre con il supporto radio.

Quando si può riprendere la navigazione in sicurezza?

Un’imbarcazione allagata non torna in uso solo perché l’acqua è stata tolta. Prima di ripartire verificate che la fonte sia stata chiusa e che il passascafo sia stato riparato o sostituito. Fate provare le pompe, controllando che il galleggiante si attivi e che la portata sia adeguata. Assicuratevi che vano motore e cabina siano asciutti e che l’impianto elettrico, se è stato a contatto con l’acqua, sia verificato da un tecnico.

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Se il motore ha lavorato o è stato immerso, non riavviatelo prima dell’ispezione del tecnico. Riprendete la navigazione solo con assetto e galleggiamento normali e con le dotazioni controllate. Se anche una sola condizione manca, restate in porto e fate verificare l’imbarcazione.

Come mantenere pompe, scarichi e valvole nel tempo?

La prevenzione è la parte più efficace della gestione dell’allagamento. Prima di ogni uscita provate la pompa elettrica e quella manuale, verificate il galleggiante, pulite i filtri di aspirazione e controllate le fascette dei tubi. Sostituite i tubi secondo le indicazioni del fabbricante e non in base alla sola apparenza.

Ispezionate le valvole di intercettazione dei passascafi e i flap degli scarichi: un flap bloccato o una guarnizione tagliata sono cause frequenti di acqua che non esce. Alla fine della stagione, o prima di un lungo fermo, chiudete le valvole dei passascafi che non servono e fate svuotare la sentina seguendo la procedura del manuale del fabbricante.

Domande frequenti

Un pozzetto allagato significa che la barca rischia di affondare?

Non necessariamente. Dipende da quanta acqua è imbarcata, da dove si trova e dalla stabilità residua dello scafo. Se l’acqua non scarica e modifica l’assetto, la priorità è ridurre il peso e chiedere assistenza, senza valutare la situazione da soli.

Serve un corso per saper gestire un allagamento a bordo?

Un corso di sicurezza della navigazione aiuta a imparare le procedure e l’uso delle pompe. Le informazioni sui corsi si ottengono presso la Capitaneria di porto o la Guardia Costiera della propria zona.

Posso riparare da solo un passascafo danneggiato?

Una riparazione temporanea può fermare la falla, ma la sostituzione del passascafo o della valvola va eseguita secondo le indicazioni del fabbricante. Per le parti collegate all’impianto elettrico o al motore conviene l’intervento di un tecnico qualificato.

Il pozzetto deve avere scarichi a flap per essere a norma?

La norma EN ISO 11812 non fissa dimensioni né forma del pozzetto. I dettagli costruttivi, flap compresi, vanno verificati nella documentazione tecnica del fabbricante della vostra barca.

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