In caso di emergenza in mare chiama la Guardia Costiera al numero 1530, numero gratuito attivo 24 ore su 24, oppure lancia una chiamata di soccorso via radio sul canale 16 VHF. Se il 1530 non è raggiungibile puoi usare il 112. In ogni caso dichiara subito che si tratta di un’emergenza in mare, indicando posizione e numero di persone a bordo.

Chi chiamare in caso di emergenza in mare?

Il soccorso in mare in Italia è affidato alla Guardia Costiera, il Corpo delle Capitanerie di porto. Il numero 1530 è il recapito indicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalla stessa Guardia Costiera. Da un cellulare la chiamata arriva alla Centrale Operativa del Comando Generale; da un telefono fisso risponde la Capitaneria di porto competente per zona. Se le linee sono sature, la chiamata viene inoltrata automaticamente.

Il 112 è il numero unico di emergenza europeo. Usalo se non riesci a raggiungere il 1530. Nella prima frase dichiara «emergenza in mare», perché l’operatore deve capire subito che la richiesta riguarda il mare.

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La radio resta il mezzo più rapido quando il telefono non prende. Il canale 16 è la frequenza internazionale di soccorso, ascoltata dalla Guardia Costiera e dalle altre unità in zona. Tieni la radio accesa su quel canale ogni volta che sei in navigazione.

Chi chiamare in caso di emergenza in mare?

Quando usare Mayday o Pan Pan?

Usa il segnale Mayday solo per un pericolo grave e imminente per persone o per l’unità: affondamento, incendio, falla che non si riesce a contenere, persona gravemente ferita, unità che non può più governare e rischia di finire contro la costa. Se la situazione richiede assistenza ma non c’è un pericolo immediato, usa Pan Pan, che segnala un’urgenza.

Se la gravità è incerta, valuta con calma. Se il pericolo può aggravarsi, il Mayday è giustificato. Una chiamata di soccorso non necessaria, però, sottrae risorse a chi ne ha davvero bisogno.

Come si lancia una chiamata Mayday via radio?

Passa al canale 16. Se la radio ha un tasto di soccorso dedicato, leggi prima le istruzioni del fabbricante: alcune radio DSC inviano un allarme con posizione se sono collegate al GPS, e premerlo per errore produce una chiamata reale. Poi trasmetti nell’ordine:

  1. «Mayday» pronunciato tre volte, con voce chiara e calma.
  2. Il nome dell’unità, ripetuto tre volte, seguito dal nominativo radio o dall’identificativo, se ne hai uno.
  3. La posizione, la natura dell’emergenza, il tipo di aiuto che ti serve e il numero di persone a bordo.
  4. La chiusura «passo», poi ascolto. Se non arriva risposta, ripeti la chiamata senza lasciare il canale.

Scrivi la sequenza su un foglio plastificato da tenere vicino alla postazione radio, perché chi sa usare la radio potrebbe non essere l’unico a bordo.

Quali informazioni comunicare alla Guardia Costiera?

Gli operatori lavorano meglio con dati precisi e brevi. Prepara questi elementi:

  • Identità dell’unità: nome, tipo, colore dello scafo, lunghezza, numero di immatricolazione o nominativo radio.
  • Posizione: latitudine e longitudine dal GPS. In mancanza, indica l’ultima posizione nota, rotta e velocità, oppure distanza e rilevamento da un punto ben riconoscibile.
  • Natura del problema e come evolve: avaria, falla, incendio, persona in mare, malore.
  • Persone a bordo: quante sono, in quali condizioni, chi è ferito e con che indumenti.
  • Mezzi disponibili: motore funzionante o no, zattera o tender, segnali di soccorso già attivati.

Se la posizione cambia, aggiorna la chiamata.

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Quali informazioni comunicare alla Guardia Costiera?

Cosa fare se una persona cade in mare?

Il primo gesto è non perdere di vista la persona. Grida «uomo in mare», indica il punto con un braccio teso e lancia un salvagente anulare con cima, il più vicino possibile alla persona. Se la barca ha un pulsante MOB collegato al GPS, premilo subito per registrare la posizione. Poi chiama il 1530 o trasmetti Mayday sul canale 16 con la posizione registrata.

Per avvicinarti, rallenta e manovra tenendo la persona sempre visibile, tenendo conto di vento e corrente. Quando è vicina, metti il motore in folle o spegnilo: le eliche sono il rischio maggiore per chi è in acqua. Non tuffarti senza un mezzo di sicurezza, perché così aumenti il numero di persone in pericolo. Se sei da solo, lancia prima il salvagente e chiama il soccorso; il recupero è più sicuro con un’altra persona a bordo o con il sistema di recupero indicato dal fabbricante.

Una volta a bordo, tieni la persona al riparo dal vento, coperta e osservata, perché l’ipotermia può manifestarsi anche con acqua non molto fredda.

Quali segnali e dotazioni tenere a bordo?

Le dotazioni minime non sono uguali per tutte le unità: dipendono dal tipo di navigazione e dalla distanza dalla costa. Le elenca l’Allegato V del decreto ministeriale 29 luglio 2008, n. 146, regolamento attuativo del Codice della nautica da diporto, nelle versioni successive modificate. Verifica quella tabella per la zona in cui navighi prima di ogni uscita.

Per i segnali di soccorso, come razzi, fumogeni, luci e dispositivi di localizzazione satellitare, segui le istruzioni del fabbricante su attivazione, conservazione e data di scadenza. Un razzo scaduto o conservato male può non funzionare quando serve. Non provare mai i razzi per gioco e non usarli senza valutare la situazione.

Come preparare l’uscita per ridurre il rischio?

Prima di ogni uscita controlla quattro cose. Consulta il bollettino meteo marino ufficiale, perché vento e mare possono cambiare rapidamente rispetto alle previsioni locali. Verifica che la radio VHF funzioni, con batteria carica e canale 16 impostato. Lascia a terra una persona di riferimento con la rotta prevista e l’orario di rientro. Assicurati che tutti a bordo abbiano un giubbotto di salvataggio indossato o a portata di mano.

Se uno di questi punti non è verificato, rinuncia all’uscita. La prudenza è la prima dotazione di sicurezza.

Domande frequenti

Cosa succede dopo aver chiamato i soccorsi?

Resta sul canale 16 o vicino al telefono, rispondi alle richieste e non lasciare la posizione senza avvisare. Se la barca imbarca acqua, indossa i giubbotti e prepara il mezzo di salvataggio seguendo le indicazioni della Capitaneria.

Posso fare una prova della radio sul canale 16?

No. Il canale 16 è riservato alle chiamate di soccorso e urgenza. Per le prove usa il canale di servizio indicato nel manuale della radio.

Anche un passeggero può lanciare la chiamata di soccorso?

In emergenza chiunque a bordo deve poter lanciare la chiamata. Per questo conviene che più persone conoscano la procedura e sappiano dove si trovano la radio e i segnali di soccorso.