Un giubbotto di salvataggio è considerato conforme in Italia quando porta la marcatura CE e il riferimento alla serie di norme EN ISO 12402, cioè quando il fabbricante dichiara che il prodotto supera le prove previste. Nel linguaggio comune si parla di giubbotto «omologato», e il controllo pratico resta l’etichetta del prodotto. La scelta va poi fatta sulla categoria adatta alla propria navigazione, il giubbotto va indossato nei casi previsti dalla normativa e va sostituito alla scadenza indicata dal costruttore. Le indicazioni seguenti riassumono il quadro normativo e le precauzioni d’uso, indicando i punti che vanno confermati sul testo ufficiale.
Quale giubbotto è a norma in Italia?
La norma tecnica di riferimento è la serie EN ISO 12402, che classifica i dispositivi di galleggiamento in base alla spinta espressa in newton. I giubbotti veri e propri rientrano nelle classi 100, 150 e 275; la classe 50 riguarda invece ausili al galleggiamento che non sostituiscono un giubbotto in mare aperto. La marcatura CE, insieme al riferimento alla norma, è il primo elemento da verificare sull’etichetta, prima ancora del modello o del prezzo.
Sul piano legale, le dotazioni minime di sicurezza delle unità da diporto sono disciplinate dal decreto 29 luglio 2008 n. 146, regolamento di attuazione del Codice della nautica da diporto, modificato dal decreto 17 settembre 2024 n. 133. L’Allegato V, che la Guardia Costiera pubblica sul proprio sito, stabilisce quali mezzi di salvataggio servono in relazione alla distanza dalla costa. È quel documento, nella versione in vigore, la fonte da consultare per sapere che cosa ti riguarda.

Come scegliere la categoria adatta alla navigazione?
Le tre classi corrispondono a situazioni diverse. La classe 100 è pensata per acque protette e navigazione costiera vicina alla riva. La classe 150 è la base per la navigazione al largo: il galleggiamento è progettato per far girare sulla schiena una persona priva di sensi. La classe 275 è riservata a condizioni estreme o a impieghi professionali, ed è l’unica che tratta esplicitamente l’uso con indumenti che possono trattenere aria.
C’è un limite pratico da conoscere. Le prove indipendenti segnalano che un giubbotto di classe 150 indossato sopra una cerata può trattenere aria nel tessuto e ridurre la capacità di raddrizzare il corpo. Se navighi con abbigliamento impermeabile ingombrante, verifica nel manuale del fabbricante che il modello sia compatibile con quell’abbigliamento, oppure scegli una classe più alta.
La categoria minima obbligatoria non si stabilisce a sensazione. Dipende dalla distanza dalla costa e dal tipo di unità. Le soglie in miglia non vengono riportate qui, perché vanno lette sulla tabella dell’Allegato V aggiornata. Prima di ogni uscita confronta la rotta prevista con quella tabella, così da sapere quale classe è richiesta per ciascuna persona a bordo.
Quando va indossato il giubbotto?
La tenuta a bordo e l’uso personale sono due obblighi distinti. Secondo la stampa di settore, il nuovo regolamento prevede che il giubbotto venga indossato in modo obbligatorio durante la navigazione notturna in solitario. Prima di considerare acquisita la regola, va confermata sul testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, perché i resoconti giornalistici non sempre riportano con precisione i riferimenti articolo per articolo.
Sul piano pratico la scelta prudente è indossarlo sempre quando sei solo a bordo di notte, oppure quando il mare o il vento peggiorano. Un giubbotto appeso alla paratia o riposto sotto una cuccetta non serve se la caduta in acqua avviene in pochi secondi: l’uso va deciso prima di salpare, non dopo l’incidente. Chi non sa nuotare dovrebbe indossarlo per tutta la navigazione, indipendentemente dalle condizioni meteo.
Come controllare il giubbotto prima di uscire?
Il controllo va fatto a terra, prima di salpare, seguendo sempre lo stesso elenco. Questi sono i punti essenziali:
- Etichetta: marcatura CE, categoria e riferimento alla norma devono essere leggibili.
- Identificazione: se l’unità è iscritta, il numero di iscrizione deve comparire sul giubbotto. Secondo la circolare del Ministero, lo applica il proprietario o l’armatore sull’etichetta del mezzo o, in mancanza, con un pennarello indelebile.
- Luce: nei modelli dotati di luce ad attivazione automatica, verifica che la luce sia integra e la batteria efficiente.
- Gonfiaggio: nei modelli automatici controlla cartuccia, sistema di armamento e indicatore, seguendo il manuale. Nei modelli a gonfiaggio manuale controlla la valvola e il fischietto.
- Struttura: cerniere, cinghie, fibbie e cuciture non devono presentare strappi, abrasioni o segni di degrado.
Non effettuare gonfiaggi di prova se il manuale del fabbricante non lo prevede, perché la cartuccia o la camera gonfiabile possono risultare danneggiate.

Perché la scadenza conta più della data di acquisto?
La circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 1078 del 17 gennaio 2025 chiarisce chi deve fornire le raccomandazioni del fabbricante. Per i prodotti la cui produzione inizia dopo la circolare, il fabbricante le fornisce insieme al prodotto o le stampa su di esso. Per quelli già in produzione, le rende disponibili al cliente, ad esempio in PDF scaricabile o su carta. I tempi di revisione e scadenza decorrono dalla data di produzione riportata sul prodotto, non da quella di acquisto o del primo utilizzo.
La durata di validità è fissata dal fabbricante e stampigliata sul giubbotto, quindi il dato da leggere è la data di produzione. Il diportista deve conservare le raccomandazioni a bordo e sostituire i mezzi o le dotazioni scaduti, o quelli per cui il fabbricante consiglia il rinnovo per vetustà. La tolleranza sull’assenza delle raccomandazioni a bordo, valida fino al 21 ottobre 2025, è terminata: oggi la mancanza va risolta prima di uscire.
Cosa cambia con il decreto 133/2024?
Il decreto 17 settembre 2024 n. 133 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 222 del 21 settembre 2024, supplemento ordinario n. 35. Le date di entrata in vigore riportate dalle fonti non coincidono: la stampa specializzata indica il 21 ottobre 2024, quindi conviene controllare il dato nel testo in Gazzetta. Le nuove dotazioni obbligatorie, tra cui l’imbragatura di sicurezza con cintura per le unità a vela, sono diventate obbligatorie dal 21 ottobre 2025. Per le unità a vela l’imbragatura può essere sostituita da un giubbotto di salvataggio o da un altro dispositivo di protezione individuale certificato.
Quando è il caso di sostituire il giubbotto dopo un uso?
Un giubbotto che si è gonfiato in acqua, anche solo in parte, va controllato prima di un nuovo impiego. Dopo ogni attivazione la cartuccia va sostituita o riarmata secondo il manuale del fabbricante, e il giubbotto va asciugato all’ombra, lontano da fonti di calore e da solventi. Se il tessuto presenta strappi, cuciture sfilate o danni alla camera gonfiabile, non ripararlo con collanti o nastri: sostituiscilo, perché una riparazione improvvisata non garantisce la tenuta.
Se il giubbotto si attiva per errore a bordo, sfilalo, libera il ponte da ostacoli e fallo controllare prima di riutilizzarlo. Non riarmare la cartuccia da solo se il manuale non lo prevede, e in caso di dubbio rivolgiti al centro di assistenza indicato dal fabbricante.
Domande frequenti
Un giubbotto senza marcatura CE può essere tenuto a bordo come dotazione?
No. Senza marcatura CE e senza il riferimento alla norma non è possibile considerarlo conforme. Per dubbi sulla singola unità conviene rivolgersi all’Ufficio circondariale marittimo o alla Capitaneria di porto competente per la zona in cui la barca è ormeggiata.
Chi controlla le dotazioni di sicurezza durante la navigazione?
Le verifiche in mare sono svolte dagli organi di controllo competenti, a cominciare dalla Guardia Costiera. Modalità e casi sono indicati nelle norme vigenti, che conviene consultare nel testo ufficiale aggiornato.
Come si pulisce e si asciuga un giubbotto di salvataggio?
Segui sempre il manuale del fabbricante. In generale evita detergenti aggressivi e solventi, risciacqua con acqua dolce e lascia asciugare all’ombra, lontano da fonti di calore.
Cosa fare se il giubbotto si attiva per errore?
Sfilalo, libera la zona di manovra e fallo controllare prima di riutilizzarlo. La cartuccia va sostituita o riarmata solo secondo le istruzioni del fabbricante, o rivolgendoti a un centro di assistenza autorizzato.