Tra due barche a vela che rischiano l’abbordaggio, la precedenza dipende dal lato da cui arriva il vento: la barca che lo riceve da sinistra (babordo) cede a quella che lo riceve da destra (tribordo); se entrambe hanno il vento dallo stesso lato, cede quella sopravvento a quella sottovento. Questa regola fa parte del Regolamento internazionale per prevenire gli abbordi in mare (COLREG), adottato il 20 ottobre 1972 ed entrato in vigore il 15 luglio 1977, recepito in Italia con la legge 27 dicembre 1977, n. 1085. Il diritto di passaggio, però, non è un privilegio assoluto: cambia con il motore in funzione, con la posizione reciproca delle imbarcazioni e con la presenza di canali stretti.
Cosa dice il COLREG sulle barche a vela
La regola dedicata alle barche a vela che si avvicinano si applica solo quando entrambe navigano a vela. Il testo prevede tre situazioni. Se le barche ricevono il vento da lati diversi, deve scansarsi quella con il vento a sinistra. Se il vento arriva dallo stesso lato, la barca sopravvento lascia la rotta a quella sottovento. Infine, la barca con il vento a sinistra che vede un’altra barca sopravvento, e non riesce a stabilire con sicurezza da quale lato questa riceva il vento, deve lasciarle la rotta. Il criterio è prudenziale: quando l’informazione manca, si cede.

Come si decide tra due barche a vela?
Il lato da cui arriva il vento si legge dalla posizione della randa e del boma dell’altra barca. Se il boma è sistemato sul lato di dritta, il vento arriva da sinistra; se è sul lato di sinistra, arriva da destra. La lettura va fatta con anticipo, perché a distanza ravvicinata o con le vele mal regolate può diventare incerta. Quando non è possibile determinare il lato con sicurezza, non si deve contare sulla propria precedenza: si applica il criterio prudenziale descritto sopra e si manovra per lasciare libera la rotta.
Perché il motore cambia la precedenza?
Il COLREG considera a propulsione meccanica ogni unità che usa il motore, anche quando ha le vele issate. Quando il motore gira, la barca non può invocare la regola tra barche a vela, e le altre barche a vela non devono cederle il passo per il solo fatto di avere le vele spiegate. Chi naviga a vela con il motore acceso deve quindi pianificare le manovre come una barca a motore, senza dare per scontato che l’altra imbarcazione si scosti.
Barca a vela contro barca a motore: chi cede?
In linea generale la nave a motore deve lasciare la rotta alla barca a vela. Il COLREG fa però eccezione per le navi impegnate nella pesca, quelle senza governo e quelle con capacità di manovra limitata, che hanno precedenza su entrambe: in quel caso la barca a vela deve scansarle. Il principio generale non dispensa dall’attenzione, perché l’altra imbarcazione può non aver ancora visto la situazione o può non manovrare come previsto.
Sorpasso, incrocio e rotte opposte
Chi raggiunge un’altra imbarcazione per superarla deve tenersi fuori dalla sua rotta, qualunque sia il tipo di imbarcazione: la precedenza è dell’imbarcazione superata. Nell’incrocio, quando le rotte si intersecano, cede l’unità che vede l’altra sulla propria dritta. Quando le rotte sono quasi opposte e c’è rischio di abbordaggio, entrambe accostano a dritta, cioè ciascuna gira verso il proprio lato destro e passa lasciando l’altra sulla propria sinistra.

Quando si applica il dovere di non ostacolare?
La regola sui canali stretti si rivolge a tutte le imbarcazioni: ciascuna deve tenersi il più possibile vicina al limite esterno del canale che si trova sulla propria dritta, purché sia sicuro e praticabile. Il COLREG (regola 9) stabilisce inoltre che le barche di lunghezza inferiore a 20 metri e tutte le barche a vela non devono ostacolare il passaggio di una nave che può navigare in sicurezza solo dentro il canale. Il dovere vale quindi anche quando la barca a vela avrebbe altrimenti ragione. Chi naviga in un canale deve controllare il traffico in avvicinamento e lasciare spazio alle navi più vincolate.
Segnali e manovre decise
Ogni manovra va eseguita in modo deciso, con tempo sufficiente e secondo la buona pratica marinara (regola 8). Chi deve cedere la rotta agisce presto e in modo evidente, perché un piccolo spostamento non basta a far capire le intenzioni. Chi ha la precedenza mantiene rotta e velocità, ma può intervenire quando l’altra barca, da sola, non riesce più a evitare l’abbordaggio (regola 17). I segnali sonori previsti dalla regola 34 vanno studiati sul testo ufficiale, non affidati alla memoria.
Cosa cambia con le norme locali?
Il COLREG si applica in alto mare e nelle acque navigabili collegate al mare dalle navi, come chiarisce la sua regola 1. In porti, canali interni, zone di balneazione e aree protette possono valere ordinanze e regolamenti locali che fissano limiti di velocità, percorsi obbligati o zone interdette. Queste disposizioni vanno verificate presso la Capitaneria di porto o l’ufficio competente dell’area in cui si naviga, prima di partire, perché possono variare da una località all’altra.
Quando cedere la rotta comunque?
Il diritto di passaggio serve a orientare la manovra, non a garantire la sicurezza. Se l’altra barca non sembra intenzionata a cedere, o se non si è certi delle sue intenzioni, conviene agire per tempo: cambiare rotta con una variazione visibile, ridurre la velocità o fermarsi se la situazione lo richiede. Si riprende la rotta solo quando l’altra imbarcazione è chiaramente passata e la distanza di sicurezza è ristabilita. In caso di dubbio persistente, la manovra più sicura è quella che evita il contatto, anche se, sulla carta, si avrebbe ragione.
Domande frequenti
Di notte cambiano le precedenze?
No, le regole di precedenza restano le stesse. Cambia la difficoltà di riconoscere la situazione, quindi conviene osservare con anticipo i fanali e la rotta dell’altra imbarcazione.
Serve una patente per avere il diritto di passaggio?
Il diritto di passaggio deriva dal regolamento internazionale, non da un titolo di navigazione. I requisiti per condurre un’imbarcazione sono invece regolati dalla normativa nazionale sulla nautica da diporto, qui non trattata.
Dove trovo il testo ufficiale del COLREG?
Il testo è pubblicato dall’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), mentre la legge italiana di ratifica è consultabile sul portale Normattiva. Per le disposizioni di dettaglio della zona in cui si naviga, conviene rivolgersi alla Capitaneria di porto competente.