In mare la precedenza non dipende dalla cortesia ma da regole precise. Il Regolamento internazionale per prevenire gli abbordi in mare del 1972 (COLREG), in Italia noto come NIPAM e reso esecutivo con la legge 27 dicembre 1977, n. 1085, stabilisce chi deve lasciare libera la rotta in ogni situazione d’incontro. In sintesi: chi ha l’altra unità sulla propria dritta cede il passo; chi raggiunge un’altra unità da più di 22,5 gradi a poppa del traverso è il sorpassante e deve tenersi fuori rotta; nelle rotte opposte entrambe accostano a dritta. Queste regole valgono per ogni unità, da diporto o commerciale, e non esonerano dal dovere di evitare la collisione con tutti i mezzi disponibili.
Cosa stabilisce il regolamento e chi deve rispettarlo?
La convenzione è stata firmata a Londra il 20 ottobre 1972 ed è entrata in vigore il 15 luglio 1977, secondo i dati dell’Organizzazione Marittima Internazionale. La legge italiana di ratifica, il n. 1085 del 1977, è richiamata nelle premesse del decreto del Presidente della Repubblica 19 luglio 2022, n. 148: quest’ultimo atto riguarda la sicurezza della navigazione e modifica il regolamento approvato con D.P.R. 8 novembre 1991, n. 435, ma non è esso stesso il testo delle precedenze.
Il regolamento non distingue tra un traghetto e un gommone: le stesse regole valgono per chi naviga a motore o a vela. Il suo principio di fondo è la regola 8: qualunque manovra per evitare l’urto deve essere decisa, presa con largo anticipo e conforme alla buona marinaria. Una serie di piccole variazioni di rotta o di velocità, invece, confonde l’altro comandante e riduce il margine di sicurezza.

Chi cede il passo nell’incrocio di rotte?
Due unità si incrociano quando non sono in rotta opposta né in sorpasso. Chi vede l’altra unità sulla propria dritta deve lasciarle libera la rotta e, se le circostanze lo consentono, evitare di passarle davanti alla prua. Di notte il riconoscimento è immediato: chi vede il fanale rosso dell’altra unità la ha sulla propria dritta e deve cedere; chi vede il fanale verde può mantenere rotta e velocità.
Chi deve cedere agisce presto e in modo evidente. Un cambiamento piccolo e tardivo non chiarisce le intenzioni e lascia l’altro senza margine di manovra.
Come si evitano le rotte opposte?
Quando due unità a motore procedono su rotte opposte o quasi opposte, ciascuna accosta a dritta, in modo che ognuna passi sulla sinistra dell’altra. La manovra va eseguita per tempo e in modo netto: un accostamento appena accennato può non essere letto come tale da chi si avvicina. Non si tratta di una precedenza in senso stretto, perché entrambe hanno lo stesso obbligo di accostare. Se una delle due non accosta, si applicano le regole sul comportamento dell’unità che mantiene la rotta, descritte più avanti.
Chi ha la precedenza nel sorpasso?
Il sorpasso ha una regola propria che prevale sulle altre. Chi raggiunge un’altra unità da una direzione più di 22,5 gradi a poppa del traverso è il sorpassante e deve lasciarle libera la rotta, anche se è una barca a vela e l’altra è a motore. In pratica, di notte il sorpassante vedrebbe soltanto il fanale di poppa dell’altra unità e nessuno dei due fanali laterali.
Se non si è sicuri di sorpassare, si deve presumere di farlo e comportarsi di conseguenza. Il cambio successivo di rilevamento non trasforma il sorpassante in un’unità incrociante e non lo esonera dall’obbligo di tenersi fuori rotta finché non è definitivamente oltre e libero.
Vela contro motore: chi cede il passo?
L’unità a motore deve lasciare libera la rotta a quella a vela, ma solo quando la vela naviga davvero come propulsione. Il regolamento considera a motore ogni unità propulsa da macchina: se il motore è in uso, la barca a vela segue le regole delle unità a motore, anche con le vele issate. Le unità a motore cedono anche alle unità non governabili, a quelle con governabilità limitata e alle unità impegnate nella pesca. La precedenza della vela non vale nel sorpasso, che resta disciplinato dalla regola 13.
La precedenza formale non sostituisce la vigilanza. Un’unità a motore veloce può non notare una vela in tempo, quindi il velista deve mantenere rotta e velocità senza cambiamenti improvvisi finché l’altra non si sposta.

Come si decidono le precedenze tra due barche a vela?
Con vento da lati opposti cede la barca che riceve il vento da sinistra, cioè dal lato di babordo. Con vento dallo stesso lato cede quella sopravento, cioè quella più vicina alla direzione da cui soffia il vento. Se chi ha il vento da sinistra vede un’unità sopravento e non riesce a stabilire con certezza da quale lato riceva il vento, deve lasciarle libera la rotta. La verifica va fatta presto, perché ogni dubbio sulla rotta dell’altra si risolve meglio a distanza di sicurezza.
Quando si può manovrare da soli se l’altra unità non cede?
L’unità che deve mantenere rotta e velocità lo fa finché può. Può però manovrare da sola quando diventa evidente che l’altra non sta agendo in modo appropriato, oppure quando la sola manovra di chi deve cedere non basta più a evitare la collisione. In quel caso la manovra deve essere quella che meglio aiuta a evitare l’urto.
Prima di agire, è opportuno tentare un segnale: almeno cinque suoni brevi e rapidi indicano dubbio o pericolo. Le segnalazioni di manovra sono un suono breve per dire «accosto a dritta» e due suoni brevi per dire «accosto a sinistra». Una volta superato l’altro e libera la rotta, si riprendono rotta e velocità previste, senza restare in una manovra di emergenza. Per riconoscere in tempo le situazioni, la regola 5 impone a ogni unità una vedetta continua con la vista, l’udito e ogni altro mezzo disponibile.
Quali regole valgono nei canali stretti?
Nei canali stretti o nelle vie d’acqua delimitate, la regola 9 chiede a chi procede lungo il canale di tenersi il più vicino possibile al limite esterno che resta sulla propria dritta, nei limiti della sicurezza e della praticabilità. È un obbligo generale per chi segue il canale, non riservato alle unità piccole.
Il limite dei 20 metri riguarda un altro divieto: un’unità di lunghezza inferiore a 20 metri, o una barca a vela, non deve ostacolare il passaggio di chi può navigare in sicurezza solo all’interno del canale. Per il sorpasso in canale esistono segnali sonori specifici: due suoni prolungati seguiti da uno breve indicano l’intenzione di sorpassare sulla propria dritta, due prolungati seguiti da due brevi sulla sinistra. L’assenso si dà con un suono prolungato, uno breve, uno prolungato e uno breve.
Le ordinanze della Capitaneria di porto competente possono fissare limiti o divieti nel tratto interessato. Prima di entrare in un canale o in un porto conviene consultare l’ordinanza pubblicata e non presumere che la regola generale basti.
Domande frequenti
Cosa cambia se la visibilità è ridotta dalla nebbia?
Le regole di precedenza presuppongono di vedere l’altra unità e di leggerne i fanali. Con visibilità ridotta occorre ridurre la velocità al minimo necessario per la governabilità, usare i segnali sonori previsti dal regolamento per quelle condizioni e tenere la vedetta ai massimi livelli.
Dove si trova il testo ufficiale del regolamento in italiano?
Il testo ufficiale è pubblicato dallo Stato italiano e può essere consultato sul sito della Guardia Costiera e nella Gazzetta Ufficiale. Questo articolo ne riassume le regole principali e non ne riproduce il testo integrale.
Le regole di precedenza cambiano durante una regata?
Sì, le istruzioni di regata possono modificare le precedenze previste dal regolamento per la durata dell’evento. Vanno lette prima della partenza e rispettate insieme alle ordinanze locali.
Un’ordinanza locale può essere in contrasto con il regolamento internazionale?
Le ordinanze della Capitaneria di porto integrano le regole nel tratto a cui si riferiscono. In caso di dubbio su un divieto o una prescrizione locale, conviene chiedere chiarimenti alla Capitaneria di porto competente prima di navigare in quel tratto.